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Vendredi 2 mai 2008

Voici le texte d’une interview que j’ai donnée pour l’hebdomadaire italien La Rinascita della Sinistra (hebdomadaire du Parti des communistes italiens). Interview réalisée par Antonella De Biasi.

 




Giovedì 10 Aprile 2008

UN COMUNISTA A BAGNOLET

Parla il sindaco della cittadina francese

« Quello che è sicuro è che in Italia c’è bisogno di una sinistra più forte. Speriamo che l’Arcobaleno raggiunga un buon risultato alle elezioni, altrimenti Veltroni avrà le mani libere». Questo è l’augurio del giovane Marc Everbecq, sindaco di Bagnolet, un comune di oltre 30 mila abitanti alle porte di Parigi, appena riconfermato alle municipali francesi. Un sindaco comunista (è del Pcf) che ha raggiunto un ottimo risultato, in quei giorni in cui Sarkozy ha preso una sonora batosta e l’allure presidenziale un po’ spregiudicato e malandrino si è decisamente appannato.

Volevamo commentare i risultati delle elezioni municipali a caldo ma il sindaco Everbecq – quarant’anni, con una mamma italiana è uno dei figli dell’immigrazione, particolare non da poco nel suo modo di fare politica sul territorio – è stato impegnato in queste due settimane nel gestire le energie e i ringraziamenti ricevuti per questa nuova riconferma, e per continuare col lavoro svolto durante il primo mandato.

«Effettivamente Sarkozy si è preso una sconfitta molto importante visti i risultati della sinistra in termini di seggi ottenuti. Da 40 anni non c’è stata una vittoria così importante, di territorio, di città. La politica del governo Sarkozy quindi non è stata confermata dalla popolazione – spiega Everbecq –. Quello che è strano è che a maggio scorso Sarkozy è stato eletto presidente della Repubblica e alcuni mesi dopo invece abbiamo una sconfitta della destra importante. La politica del governo è stata bocciata, ma anche il comportamento personale del presidente non è stato approvato dalla gente».

Sarkozy è stato guardato con attenzione anche da sinistra per la commissione Attali (il gruppo di studiosi bipartisan consultati dal presidente per avviare le riforme, ndr). Cosa ne pensa?

Credo che, sia qui in Francia che nel resto d’Europa, siamo in una fase particolare di approfondimento della politica liberale, e questo approfondimento la gente non lo vuole davvero. La gente vuole che i problemi si risolvano ma non vuole che il liberismo prenda piede. Sarkozy è stato eletto dicendo “io vado a risolvere i problemi della Francia”, ma quando i cittadini hanno visto il suo modo di risolverli hanno detto no. Quindi c’è una delusione ma non c’è partecipazione, per esempio due settimane fa c’è stata una manifestazione dei sindacati a Parigi per le pensioni e non c’era molta gente, manca la mobilitazione sociale, questo è il problema.

Che significa questo?

Non penso che la gente sia stanca, ma temo che non abbia voglia di mobilitarsi per una sinistra che non dà l’impressione di essere una vera alternativa. Allo stesso tempo però alle persone piace seguire i sindaci di sinistra perché sono vicini ai problemi di tutti i giorni, nelle città.

Il suo risultato a Bagnolet – il consiglio comunale della città, da poco insediatosi, comprende comunisti, socialisti indipendenti, ecologisti, esponenti di Lotta operaia, repubblicani progressisti di Mrc, realtà associative – dipende solo dalla vicinanza alle persone o spira un vento nuovo per la sinistra?

Le due cose vanno di pari passo, c’è una voglia di sinistra nuova. E posso dire che Bagnolet ha aperto il cammino di una sinistra rinnovata, non intendo una sinistra che guardi più verso le esperienze di Tony Blair e che chiuda con vecchie storie e arcaismi, come vorrebbe fare il partito socialista. Noi dobbiamo fare una cosa diversa: avvicinarci di più alle persone, non in modo populista, ma puntando alle questioni sociali. Nelle nostre città abbiamo i figli dell’immigrazione, qui a Bagnolet il 20% della popolazione non ha la carta d’identità francese. I giovani sono stanchi di essere ancora visti come persone “da integrare”, certo hanno voglia di mantenere la loro identità, conservare la loro storia.

Ci sono stati problemi legati ai disagi di chi vive nelle banlieue?

Sì, nel novembre 2005, disordini e alcune auto incendiate. Un sabato pomeriggio ho riunito i giovani in un’aula, eravamo in 400, e abbiamo discusso di quello che era accaduto. Nella mia città un giovane su due proviene da una famiglia di immigrazione. E’ una prova difficile fare in modo che tutti stiano bene insieme. Il problema dei figli dell’immigrazione non è nella cultura né nella religione, ma nel far emergere il loro riconoscimento nella società francese, e hanno voglia di combattere sul piano politico. E’ una novità molto importante perché una parte del rinnovamento della sinistra verrà da queste persone. La loro lotta non è solo culturale ma anche di classe, politica. Gli immigrati non sono nella borghesia ma nella classe operaia, il popolo è questo.

C’è qualcuno di questi ragazzi che collabora con lei?

Sì certo, due di loro sono anche diventati assessori della mia giunta. Possiamo dire di aver vinto di nuovo le elezioni perché siamo stati con i giovani della città.

Ha parlato di un nuovo patto di fiducia...

Sì, perché la gente non ha fiducia nella politica, nei partiti o nei sindacati. Gli anni 60 e 70 del secolo scorso, di difesa e di mobilitazione politica, non ci sono più. Adesso le persone pensano che devono uscire dalle difficoltà da sole, per questo ritengo che vada costruita una fiducia nuova, con I giovani, con le famiglie figlie dell’immigrazione, con gli operai... Non servono soluzioni imposte dall’alto, solo più attenzione alle persone.

 

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Commentaires

Effectivement cela est fait par un logiciel automatique, donc très approximatif, c'était dans le but de comprendre le sens du texte!
Mais si vous faites mieux, ne vous en privez pas!
Je crains que votre commentaire avait pour but de faire un jeu de mot, plutôt réussi

Chatfraiz
commentaire n° : 1 posté par : charloteofraise le: 05/05/2008 09:38:28

votre traduction charlotteau fraise, c'est un peu un travail de charlot, non?

commentaire n° : 2 posté par : charlottela fraise le: 04/05/2008 17:34:51
Non ce n'est pas un travail de charlot (même aux fraises). C'est le résultat d'une traduction faite de façon automatique par un logiciel. Je vous apporterez une traduction plus précise dans quelques temps. Le temps de traduire.
réponse de : marc everbecq (site web) le: 04/05/2008 19:57:37
Jeudi 10 Avril 2008 Un COMMUNISTE à BAGNOLET Il parle le sindaco de la citadine français "Ce qui est sûr est qu'en Italie il y a besoin d'une gauche plus fort. Nous espérons que l'Arc-en-ciel rejoigne un bon résultat aux élections, autrement Veltroni aura les mains libres ". Celui-ci est le souhait du jeune Marc Everbecq, le sindaco de Bagnolet, une commune d'au-delà de 30 mille habitants aux portes de Paris, à peine reconfirmé aux municipaux français. Un sindaco communiste (est du Pcf) qu'il a rejoint un excellent résultat, ces jours dans lequel Sarkozy a pris une sonore raclée et les allure présidentiel un peu spregiudicato et malandrino s'est décidément embué. Nous voulions commenter les résultats des élections municipales à chaud mais le sindaco Everbecq - quarante ans, avec une maman italienne il est un des fils de l'immigration, détail ne donne pas peu dans sa mode de faire politique sur le territoire - a été engagé dans ces deux semaines dans gérer les énergies et les remerciements reçus pour cette nouvelle confirmation, et pour continuer avec le travail effectué pendant le premier mandat. "Effectivement Sarkozy s'est pris une défaite très importante vus les résultats de la gauche en termes de sièges obtenus. De 40 ans il n'y a pas eu une victoire ainsi importante, de territoire, de ville. La politique du gouvernement Sarkozy donc n'a pas été confirmée de la population - il explique Everbecq -. Ce qui est étrange est qu'à mai passé Sarkozy il a été élu président de la République et quelques mois après par contre nous avons une défaite de la droite importante. La politique du gouvernement a été rejetée, mais même le comportement personnel du président n'a pas été approuvé des gens ". Sarkozy a été regardé avec attention même de gauche pour la commission Attali (le groupe de spécialistes bipartisan consultés du président pour entamer les réformes, ndr). Qu'en pense ? Je crois que, soit ici en France que dans le reste d'Europe, nous sommes dans une phase détail d'approfondissement de la politique libérale, et cet approfondissement les gens pas le veut vraiment. Les gens veulent que les problèmes se résolvent mais il ne veut pas que le libéralisme prenne pied. Sarkozy est été élu en me disant "vais résoudre les problèmes de la France", mais lorsque les citoyens ont vu sa mode de les résoudre ont dit non. Donc il y a une déception mais il n'y a pas partecipation, par exemple il y à deux semaines il y a eu une manifestation des syndicats à Paris pour les retraites et il n'y avait pas beaucoup de gens, manque la mobilisation sociale, ceci est le problème. Que signifie ceci ? Je ne pense pas que les gens soient fatiguées, mais crains qu'il n'ait pas envie de se mobiliser pour une gauche qui ne donne pas l'impression d'être une vraie alternative. Au même temps cependant aux personnes il plaît suivre les sindaci de gauche parce qu'ils sont voisins aux problèmes tous les jours, dans les villes. Son résultat à Bagnolet - je conseille communal de la ville, de peu d'insediatosi, comprend des communistes, socialistes indépendants, écologistes, exposants de Bataille ouvrier, républicaiux progressistes de Mrc, réalités associatives - dépend seul de la proximité aux personnes ou expire un vent nouveau pour la gauche ? Les deux choses vont de pair pas, il y a une envie de gauche nouvelle. Et je peux dire que Bagnolet a ouvert le chemin d'une gauche rénovée, n'entends pas une gauche qui regarde plus vers les expériences que Tony Blair et qu'il ferme avec des vieilles histoires et des archaïsmes, comme il voudrait faire le à parti socialiste. Nous devons faire une chose différente : nous approcher de plus aux personnes, pas en mode populista, mais en visant aux questions sociales. Dans nos villes nous avons les fils de l'immigration, ici à Bagnolet le 20% de la population n'a pas le papier d'identité française. Les jeunes sont fatigués d'être encore vus comme des personnes "à compléter", certes ont envie de maintenir leur identité, conserver leur histoire. Il y a eu des problèmes liés aux malaises de quel il vit dans le banlieue ? Oui, dans le novembre 2005, des désordres et quelques autos incendiées. Un samedi après-midi j'ai réuni les jeunes dans une salle, l'eravamo dans 400, et avons discuté de ce qui était arrivé. Dans ma ville un jeune sur deux provient d'une famille d'immigration. Elle est une épreuve difficile faire de sorte que tous soient bien ensemble. Le problème des fils de l'immigration n'est pas dans la culture né dans la religion, mais dans faire émerger leur reconnaissance dans la societé française, et ont envie de combattre sur le plan politique. Elle est une nouveauté très importante parce qu'une partie du renouvellement de la gauche viendra de ces personnes. Leur bataille n'est pas seulement culturelle mais même de classe, politique. Les immigrés ne sont pas dans la bourgeoisie mais dans la classe ouvrier, je peuple est ceci. Il y a quelqu'un de ces garçons qui collaborent avec elle ? Oui certes, deux d'eux même ils sont devenus des assesseurs de ma commission. Nous pouvons dire d'avoir vaincu de nouveau les élections parce que nous avons été avec les jeunes de la ville. Il a parlé d'une nouvelle patte de confiance... Oui, parce que les gens n'ont pas confiance dans la politique, dans les partis ou dans les syndicats. Les ans 60 et 70 du siècle glissé, de la défense et de la mobilisation politique, il n'y ont plus. Maintenant les personnes pensent qu'ils doivent sortir des difficultés toutes seules, pour ceci retiens qu'il doive être construite une confiance nouvelle, avec les jeunes, avec les familles filles de l'immigration, avec les ouvriers... Ils ne servent pas de solutions imposées de haute, seule plus attention aux personnes
commentaire n° : 3 posté par : charloteofraise le: 03/05/2008 13:47:12
La traduction approximative permet en effet de comprendre le sens général. C'est dommage que je n'ai pas le temps de vous traduire. Ce serait en effet plus pratique.
réponse de : marc everbecq (site web) le: 03/05/2008 14:14:50
Monsieur le Maire, vous qui avez apparement la maitrise des deux langues, ne pouvez vous pas nous faire la traduction de cet entretien
commentaire n° : 4 posté par : chtimi le: 03/05/2008 13:18:51
Devant la demande générale je vais tenter de trouver le temps de vous faire une traduction précise. Sinon, Charlotofraise vient de faire une traduction automoatique avec un logiciel de traduction. C'est pas très rigoureux mais on comprend quand même assez bien. Voir si commentaire ci contre.
réponse de : marc everbecq (site web) le: 03/05/2008 14:16:52
c'est dommage j'y comprends rien hihihihihi
Je vais faire une traduction sur le net
commentaire n° : 5 posté par : charloteofraise le: 02/05/2008 22:59:37

En effet, je n'ai pas publié de traduction. J'en suis désolé.

réponse de : marc everbecq (site web) le: 03/05/2008 00:21:28

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